Rettificatrice: funzioni e tipologie

La rettificatrice è un macchinario utilizzato in lavorazioni altamente specializzate, molto spesso di finitura, al fine di poter effettuare lavori estremamente precisi. Caratterizzata da una grande rigidità strutturale, conferita dalla mole a grana fine, permette la lavorazione anche su materiali connotati da una notevole durezza fisica come, ad esempio, gli acciai temperati utilizzati nella realizzazione di ingranaggi.

Esistono diverse tipologie di macchine per la rettifica, dipendenti, in primis, dalla lavorazione che ci si appresta ad effettuare. L’elemento comune ad ogni rettificatrice è il mandrino, cioè il supporto dove si colloca la mola. Sul bancale, che supporta la tavola portapezzo ed il montante verticale, sono presenti tutti i meccanismi per il comando del moto del mandrino. La rotazione precisa, atta ad evitare di generare superfici non conformi, è garantita da un circuito oleodinamico che favorisce un moto morbido e costante. Sul mandrino possiamo trovare mole per le lavorazioni di interni o esterni, per questo motivo generalmente questa tipologia di macchina monta più mole contemporaneamente così da evitare nuovi setup per passare da interni a esterni o viceversa.

  1. Rettificatrice tangenziale o rettificatrice per piani: si utilizza per la lavorazione di superfici piane, il pezzo non ha alcun moto rotatorio ma traslando lungo l’asse del piano della macchina entra in contatto con la mola che effettua la rettifica. La lavorazione può avvenire in due diverse modalità a seconda del posizionamento del pezzo. La prima, nota come rettifica in piano tangenziale è sicuramente più comune, ed è caratterizzata da una mola posizionata parallelamente al piano. La seconda è la rettifica in piano frontale, in questo secondo caso la mola è posizionata in maniera perpendicolare al piano in modo tale da permettere una rettifica frontale del pezzo. Al fine di poter garantire piani uniformi e lavorazioni prive dei segni dell’inversione del moto, il movimento del piano viene impostato con misure leggermente più ampie rispetto alle dimensioni del pezzo.
  2. Rettificatrice per tondi: questo particolare macchinario è adito alla lavorazione di superfici cilindriche e coniche. Di norma, i pezzi che vengono lavorati su questa macchina presentano forme complesse con più superfici da lavorare e vengono fissati sul mandrino che ne determina il moto di rotazione e quello traslatorio. Spesso questi macchinari si contraddistinguono per la possibilità di effettuare sia la rettifica per interni che la rettifica per esterni.
  3. Rettificatrice senza centri: il macchinario si presenta con due mole con assi di rotazione paralleli che ruotano nella stessa direzione, fra i quali viene posto il pezzo da lavorare. Le due mole hanno diametri differenti, una di diametro maggiore che effettua la lavorazione e per questo motivo gira a velocità superiori; la mola più piccola, invece, trascina col suo moto il pezzo portandolo a contatto con la mola operatrice.

Vi sono poi rettificatrici speciali per viti e ruote dentate, ampiamente presenti nel parco macchine della nostra azienda. Effettuiamo tutte le lavorazioni di rettifica all’interno degli stabilimenti IMAS al fine di garantire qualità ed efficienza.

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