Dentatura-ingranaggi

Dentatura ingranaggi: proporzionamento & struttura

La IMAS S.r.l. si occupa della rettifica Dentatura ingranaggi, vogliamo quindi preoccuparci in questa sezione di chiarire e approfondire alcune tematiche, come il proporzionamento e la struttura degli ingranaggi stessi.

L'ingranaggio

L’ingranaggio è una componente fondamentale di ogni meccanismo che assolva la funzione di trasferire un momento meccanico da un oggetto ad un altro. Nella forma più largamente diffusa l’ingranaggio si presenta con una doppia struttura dentale, ognuna delle quali detta ruota dentata, queste possono essere sia di ugual misura, sia diversificata, in questo secondo caso si distingue il pignone, la ruota più piccola, dalla corona, la più grande.

Le ruote

Esistono anche ruote non dentate, ma la trasmissione del momento meccanico fra questa tipologia di ingranaggi avviene grazie all’attrito che si sviluppa nell’accoppiamento il quale rappresenta la resistenza massima alla forza periferica imposta dal momento meccanico. Per questo motivo vengono ampiamente preferite le ruote dentate, le quali possono supportare trasmissioni di potenze più elevate. Per la definizione del grado di dentatura di un ingranaggio sono state stabilite delle norme di unificazione a cui attenersi per la loro progettazione, dimensionamento e controllo.

In particolare, le Norme UNI ISO 1328/1 e UNI ISO 1328/2 stabiliscono i 12 gradi di qualità degli ingranaggi, dove 0 è il valore che viene attribuito all’ingranaggio più preciso e 12 a quello che lo è meno, valutati sulla base di criteri oggettivi ed universali e il controllo di quattro diverse tipologie di errore:

  1. errori di elica: deviazione della linearità del dente rispetto all’asse pezzo o all’angolo previsto;
  2. errori di evolvente: differenza del profilo reale della dentatura rispetto a quello teorico;
  3. errori di divisione: possono essere singoli, errore massimo tra un dente e il successivo, e cumulativi, somma totale degli errori tra tutti i denti;
  4. errori di oscillazione radiale: oscillazione (concentricità) della dentatura riferita a un asse stabilito.

Le ruote dentate differiscono le une dalle altre per diversi aspetti, a partire dalla base della sezione, circolare o no; dalla struttura, cilindrica, conica o toroidale; dal profilo dei denti, evolvente, a spirale o a profili corretti.

Dentatura

La dentatura degli ingranaggi differisce, invece, in base alla modalità con cui viene posta sulle ruote:

  1. dentatura esterna: rappresenta, senza dubbio, l’immagine più comunemente diffusa di un ingranaggio; dà all’elemento una forma raggiata, con i denti rivolti verso l’esterno;
  2. dentatura interna: in questo caso il bordo dell’ingranaggio si presenta liscio e i denti sono presenti nella parte interna. Questa soluzione presenta il vantaggio di avvicinare gli assi paralleli di corona e pignone;
  3. dentatura laterale: in questo caso l’ingranaggio risulterà liscio in una delle due facce e dentato dall’altra.

I denti dell'ingranaggio

I denti, a loro volta, hanno delle nomenclature e delle misurazioni specifiche:

  1. testa del dente: parte sporgente;
  2. Base del dente: parte a contatto con la ruota;
  3. profilo del dente: le superfici laterali, delle quali assume la denominazione di profilo efficace la porzione del profilo che partecipa al contatto fra i denti.

Il numero minimo di denti da impiegare per ogni ingranaggio è determinato sia dalla continuità di trasmissione, che necessita di un arco d’azione maggiore rispetto al passo e quindi di un minor numero di denti caratterizzati da una lunghezza superiore al passo stesso; sia dalla necessità di evitare l’interferenza tra i profili, i denti non devono valicare oltre la base del dente dell’altra ruota onde evitare urti e blocchi della rotazione.